|
Tramontata
la potenza degli Svevi ebbe inizio l'impoverimento
e il declino della città, infeudat prima dagli
Angioini di Francia, chiamati dal papa Urbano
IV per fronteggiare i contrasti con il re
Manfredi. Nel 1354, la regina di Francia,
Giovanna, nipote del Re Roberto, assegnò il
feudo di Bari, Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie
e Trani a Roberto, principe di Taranto, fratello
del proprio marito Luigi. Alla morte di Roberto
avvenuta nel 1364, il feudo passò al fratello
Filippo, poi alla sorella Margherita, al figlio
di questa Giacomo del Balzo, per poi ritornare
in possesso della corona. Verso il 1439, il
principe di Taranto, Giovanni Antonio De Balzo
Orsino, occupò la città diventandone Duca,
e rimanendone signore fino alla morte (1463),
durante il dominio della dinastia aragonese.
Nel 1442, il re di Sicilia Alfonso d'Aragona
riuscì a spodestare il re del Regno di Napoli
Renato il buono, dando così inizio alla dinastia
aragonese nel Regno di Napoli. Morì nel 1458,
lasciando il regno di Aragona e di Sicilia
al fratello Giovanni e il Regno di Napoli
al figlio naturale Ferdinando. Nel 1464, il
re Ferdinando I come riconoscenza ai milanesi
che lo avevano aiutano contro coloro che avevano
contrastato la sua ascesa al trono ritenendola
illegittima, donò il ducato di Bari a Sforza
Maria Sforza, figlio del duca di Milano, Francesco
Maria Sforza.
|