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Alla morte
di Sforza Maria Sforza (1479), il re Ferdinando
I donò il ducato a Ludovico il Moro, zio del
defunto, il quale delegò a reggerlo la propria
sorella Ippolita, e poi nel 1499 Ludovico
lo assegnò ad Isabella d'Aragona, che lo resse
dal 1501 al 1524. Il ducato deve molto ad
Isabella: abbellì e fortificò la città e riordinò
l'organizzazione dell'amministrazione municipale;
diede impulso alla vita artistica e culturale,
improntata al gusto rinascimentale delle grandi
corte italiane. Morendo, lasciò il ducato
alla figlia Bona Sforza, già regina di Polonia,
che rimase duchessa di Bari dal 1524 al 1557,
quando morì nel castello della città. Bona
Sforza portò a Cracovia molti baresi, alcuni
dei quali ricoprirono posizioni di grande
prestigio presso la corte reale. Nel periodo
del ducato sforzesco, si ebbe l'introduzione
della stampa in Puglia, infatti a Bari, nel
1535, fu stampato il primo libro che si conosca,
ad opera del tipografo francese Gilberto Nehou.
Anna Sforza, la figlia di Bona, fece erigere
un grande monumento funebre in onore della
madre nella basilica di San Nicola, ed è qui
che il corpo di Bona riposa.
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