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All'unificazione
nazionale seguirono giorni grigi e prove dolorose:
il brigantaggio alimentato dalla insoddisfazione
delle plebi assetate di giustizia; una grave
crisi economica causata dalla politica doganale
italiana verso la Francia; la distruzione
dei vigneti da parte della fielossera (insetto
d'origine americana, simile al pidocchio delle
piante); la miseria dei ceti popolari e l'emigrazione;
i danni e le perdite umane causate dalle guerre;
il progresso industriale del Nord, rispetto
ad un Mezzogiorno ancora agricolo. Ciò nonostante,
i baresi lottarono per lo sviluppo: realizzarono
una intensa e vasta opera di trasformazione
agraria, ottennero la costruzione dell'acquedotto
pugliese, contribuirono alla diffusione nel
mondo della cultura, per mezzo della Casa
Editrice Giuseppe Laterza e Figli. Nel 1925,
richiesero ed ottennero l'Università degli
Studi; costruirono il canale di deflusso,
liberando l'abitato dal pericolo di alluvioni.
Allo scopo di tutelare ed incrementare gli
scambi fra il Mezzogiorno Adriatico e Jonico
e il Medio Oriente, organizzarono la Fiera
del Levante. Si adoperarono per industrializzare
l'economia per combattere l'emigrazione, dimostrare
di avere inventiva, e dare prova di produttività.
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